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Dichiarazione di Nascita - Informativa

In data 30 marzo 2001 è entrato in vigore il D.P.R. 396/2000 contenente nuove disposizioni che disciplinano l'ordinamento dello stato civile.

Chi può rendere la dichiarazione di nascita

La dichiarazione di nascita è resa da:

  • uno dei genitori in caso di filiazione legittima;
  • da entrambi i genitori in caso di filiazione naturale;
  • dal solo genitore che fa il riconoscimento;
  • da un procuratore speciale, ovvero dal medico o dalla ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata.

Dove e entro che giorno deve essere resa la dichiarazione di nascita

I genitori, o uno di essi hanno facoltà di dichiarare, entro dieci giorni dal parto, la nascita nel proprio comune di residenza.
Nel caso in cui i genitori non risiedano nello stesso comune, salvo diverso accordo tra di loro, la dichiarazione di nascita è resa nel comune di residenza della madre.
In alternativa la dichiarazione può essere resa:

  • entro dieci giorni dalla nascita, presso il comune nel cui territorio è avvenuto il parto
  • entro tre giorni, presso la direzione sanitaria dell'ospedale o della casa di cura in cui è avvenuta la nascita.

In tale ultimo caso la dichiarazione unitamente all'attestazione di nascita, è trasmessa, ai fini della trascrizione, dal direttore sanitario all'ufficiale dello stato civile del comune nel cui territorio è situato il centro di nascita o, su richiesta dei genitori, al comune di residenza individuato.
Ai fini della formazione dell'atto di nascita, la dichiarazione resa all'ufficiale dello stato civile è corredata da una “attestazione di avvenuta nascita”

Attribuzione del nome

Il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o da più elementi onomastici, anche separati, non superiori a tre.
Nel caso siano imposti due o più nomi separti da virgola,negli estratti e nei certificati rilasciati dall'ufficiale dello stato civile e dall'ufficiale di anagrafe deve essere riportato solo il primo dei nomi. (art 35 D.P.R. 396/2000 modificato dall'art 5, c. 2, L 219/2012).

Limiti all'attribuzione del nome

E' vietato imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi, un cognome come nome, nomi ridicoli o vergognosi.
I nomi stranieri che sono imposti ai bambini aventi la cittadinanza italiana devono essere espressi in lettere dell'alfabeto italiano, con la estensione alle lettere: J, K, X, Y, W e, dove possibile, anche con i segni diacritici propri dell'alfabeto della lingua di origine del nome.

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Comune
di Morbegno